Il giardino dei ciliegi all'auditorium di Mirandola

Il giardino dei ciliegi all'auditorium di Mirandola

15 gen 20
/
Dalle 21.00 - alle 23.30
Auditorium Montalcini
via 29 maggio, 4 - 41037 Mirandola (MO)

Informazioni

Un classico del teatro attualizzato con una drammaturgia contemporanea che lascia intatti lo spirito e la magia dell’originale. Con Il Giardino dei Ciliegi – Trent’anni di felicità in comodato d’uso della Compagnia bolognese Kepler-452 liberamente ispirato al capolavoro di Anton Čechov prosegue mercoledì prossimo 15 gennaio alle ore 21.00 la Stagione Teatrale 2019-2020 dell’Auditorium Rita Levi Montalcini di Mirandola curata da ATER - Associazione Teatrale Emilia Romagna Circuito Regionale Multidisciplinare, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Mirandola. La regia dello spettacolo è di Nicola Borghesi, fondatore della Compagnia assieme a Paola Aiello ed Enrico Baraldi.

Per i lettori della Gazzetta di Modena, iscritti alla community NOI GAZZETTA sono disponibili 10 biglietti omaggio. Prenotarli è molto semplice basta cliccare qui sopra sul pulsante OTTIENI I BIGLIETTI riceverete via mail un tagliando  da stampare e consegnare alla cassa del teatro dove vi verranno assegnati i posti in sala

In scena con lo stesso Borghesi, Annalisa e Giuliano Bianchi, Lodovico Guenzi – attore e musicista noto anche per essere il frontman della band Lo Stato Sociale – e Tamara Balducci. Le scene e i costumi sono di Letizia Calori, le luci di Vincent Longuemare, i suoni di Alberto “Bebo” Guidetti, i video di Chiara Caliò. Una produzione ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione. Biglietti interi 15 euro, ridotti 12 euro. Il giardino dei ciliegi - Trent’anni di felicità in comodato d’uso nasce dall’incontro tra i componenti della compagnia bolognese Kepler-452 (Nicola Borghesi, Paola Aiello ed Enrico Baraldi) con due personaggi “immaginari” realmente esistenti, Giuliano e Annalisa Bianchi, ossia Ljuba e Gaev. Nel dramma Anton Čhecov immagina che in un anno non definito di fine Ottocento il giardino dei ciliegi di Ljuba e Gaev, proprietari terrieri nella Russia prerivoluzionaria, vada all’asta per debiti insieme alla loro casa. Ad acquistarlo è Lopachin, ex-servo della gleba arricchitosi dopo la fine della schiavitù, rampante rappresentante della borghesia in ascesa. Il centro del dramma è la scomparsa di un luogo magico, profondamente impregnato delle vite di chi lo abita, che in questa rilettura dell’opera di Čechov diventa il luogo della coppia. Nicola, Paola ed Enrico hanno cominciato così, come sono soliti fare, a sbirciare nelle pieghe della loro città, Bologna, alla ricerca del loro Giardino dei ciliegi. «Tra i moltissimi incontri che abbiamo fatto nel corso della nostra indagine – racconta la compagnia − ce ne è stato uno che ha cambiato definitivamente il corso delle prove e, inaspettatamente, delle nostre vite: quello con Giuliano e Annalisa Bianchi, che per trent’anni hanno vissuto in una casa colonica concessa in comodato d’uso gratuito dal Comune nella periferia di Bologna. Giuliano e Annalisa Bianchi per trent’anni si sono occupati di due attività principali: il controllo della popolazione dei piccioni e l’accoglienza di animali esotici o pericolosi. Si attiva così un ménage strano, marginale, meraviglioso: convivono in casa Bianchi babbuini, carcerati ex 41-bis in borsa lavoro, una famiglia rom ospite, boa constrictor. Trent’anni, come ci dicono Giuliano e Annalisa, di pura felicità»

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