Ricordare con la pietra

Ricordare con la pietra

09 nov 18
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Dalle 18.00 - alle 19.30
Villa Giusti dell'Armistizio
via Armistizio, 277/A - 35142 Padova (PD)

Informazioni

Conferenza con il prof. Guido Zucconi

ordinario di Storia dell’Architettura all’Università IUAV di Venezia

A seguire aperitivo e incontro con il relatore

Nel corso degli anni venti, soprattutto il Triveneto (già teatro principale del conflitto) è oggetto di una miriade di iniziative gestita da soggetti diversi (comuni, provincie, associazioni combattentistiche e di categorie). A livello nazionale, spiccano però alcuni eventi che colpiscono l’opinione pubblica: prima fra tutte, la consacrazione nel 1921 del Vittoriano ad Altare alla Patria, trasformato da sepolcro del Re Galantuomo a tomba del Milite Ignoto, da edificio-simbolo del Risorgimento a sacrario della Grande Guerra. Non c’è solo il monumento ma anche un percorso cerimoniale che, nel 1921, dal Carso giunge a Roma con il “treno sarcofago” salutato in ogni stazione da un pubblico tanto commosso quanto numeroso. Nella stessa Trieste, le rimembranze si articolano lungo un percorso ascensionale che sale fino al Colle di San Giusto, attraversando una serie di riferimenti monumentali tutti legati alla storia di Roma antica e della Serenissima.

Se parliamo di monumenti commemorativi, possiamo dividere, in due parti ben distinte, il ventennio successivo alla fine della grande guerra: una prima, caratterizzata da un numero impressionante di singole iniziative, ed una seconda parte che prende il via all’inizio degli anni trenta. Concentrata nelle mani di un unico commissario (il generale Faracovi), questa seconda fase corrisponderà alla realizzazione di tre grandi sacrari, ciascuno corrispondente ai maggiori settori di guerra e alle diverse fasi del conflitto: Redipuglia, Monte Grappa e Caporetto. Si tratta di grandi complessi capaci di inserirsi con forza nel paesaggio circostante: tutti sono stati concepiti congiuntamente dallo scultore Giannino Castiglioni e dall’architetto Giovanni Greppi, entrambi milanesi.


Nato a Modena nel 1950, Guido Zucconi vive a Venezia dove insegna Storia dell’architettura presso l’Università IUAV. Laureato in architettura prima al Politecnico di Milano (1975), poi presso l’Università di Princeton (USA) nel 1977. Membro del Collegio di Dottorato in “Storia delle arti” presso l’Università degli studi Venezia “Ca’ Foscari”. Da una decina di anni tiene regolarmente corsi in inglese presso la Venice International University e corsi in francese presso l’Università degli studi di Padova, in particolare nell’ambito del Master “Erasmus Mundus” dedicato a “Techniques, patrimoine de l’industrie” (TPTI) che fa capo all’Università Paris 1 Panthèon Sorbonne.  Del consiglio superiore (CLSM) del TPTI è stato membro dalla fondazione (2008) al 2017. Dal 2009 al 2013 è stato presidente dell’AISU (Associazione italiana di Storia urbana);  è stato presidente dell’Ateneo Veneto dal 2014 al 2017. 

Tra il 1999 e il 2013, è stato "visiting professor" presso università britanniche (Edimburgo), francesi (Sorbona), cinesi (Fudan) e cubane (l’Avana). Ha tenuto conferenze e cicli di lezioni sia in Italia, sia in Francia, Spagna, Svezia, Finlandia, Belgio, Portogallo, Brasile e USA. Nell’ambito della storia dell'architettura e della città, ha concentrato il suo interesse sul caso italiano tra Otto e Novecento, approfondendo il rapporto tra conservazione e urbanistica, tra professione e formazione didattica.

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